10 ottobre 2016 lucatacconi

Qual è La Macchina Fotografica Più Giusta Per Te?

L’acquisto di una macchina fotografica digitale non si fa tutti i giorni. È vero che ve ne sono alcune che costano anche solo poche decine di euro, ma è meglio valutare i pro e i contro per orientarsi e fare una scelta oculata.

Quali sono le Diverse Tipologie di Macchine Fotografiche?

Esistono in commercio vari tipi di macchine digitali, ognuno con vantaggi e svantaggi. Ci sono le compatte, da quelle più economiche a quelle più complete; le reflex, quelle a telemetro e le “mirrorless” con obiettivo intercambiabile. Ma su quale famiglia conviene stare per essere certi di poter soddisfare le proprie esigenze?
Per rispondere a questa domanda prendiamo in esame le diverse famiglie oggi presenti sul mercato. Conoscendo i pro e i contro di ciascun tipo, si potrà capire quale di essi meglio si addica alle proprie necessità. Poi, una volta individuata la famiglia, si potranno esaminare vari modelli simili, così da trovare il più adatto all’uso che se ne vuol fare.

Chi ama riprendere panorami cercherà tra i modelli con obiettivi grandangolari; chi ama le riprese sportive cercherà modelli che possono scattare più immagini in rapida successione; insomma, si cercherà ciò che meglio si adatta ai propri interessi. Poi c’è anche chi acquista la macchina fotografica digitale per fare un regalo a qualcuno. Per un ragazzo si cercherà un modello semplice, così come per il regalo di Natale da fare alla nonna; per soddisfare un appassionato si sceglierà un modello più versatile. Però, per valutare correttamente modelli diversi è necessario approfondire le proprie conoscenze, così da dare il giusto peso ai molti valori indicati tra le loro caratteristiche.

Nelle immagini che seguono distinguiamo le grandi famiglie di apparecchi fotografici: da destra troviamo le reflex, le macchine a telemetro, le “mirrorless” a obiettivo intercambiabile e le compatte.

Fotocamera Reflex

Fotocamera Reflex

Fotocamera a Telemetro

Fotocamera a Telemetro

Fotocamera Mirrorless

Fotocamera Mirrorless

Fotocamera Compatta

Fotocamera Compatta

A chi ha familiarità con la fotografia digitale sembrerà strano che si stia parlando di tipologie e non si prenda in esame la risoluzione espressa in milioni di pixel o “megapixel”. È il valore che colpisce di più inizialmente, ma è anche quello meno importante al momento della scelta del modello. Il motivo è semplice: anche la macchina digitale più scarsa, inclusi i modelli giocattolo, può vantare un numero di pixel superiore alle necessità del fotografo amatoriale.

Parlando di modelli compatti, non di giocattoli, anche i più economici vantano una risoluzione superiore rispetto alle reflex digitali professionali di qualche anno fa. Al momento è chiaro, però, che conviene prestare maggiore attenzione a elementi che possono fare la differenza tra scattare foto comuni e avere, invece, possibilità creative più ampie.

Le Reflex a Obiettivo Singolo

Anche dette SLR, ovvero Single Lens Reflex, sono macchine con un unico obiettivo, che, grazie a un sistema di specchi e prismi, serve sia per inquadrare il soggetto sia per riprenderlo in fase di scatto. Questo sistema fa sì che attraverso il mirino si possa vedere esattamente ciò che verrà ritratto al momento dello scatto. Il sistema di specchi e prismi riflette e raddrizza l’immagine dall’obiettivo al mirino in fase di inquadratura. Al momento dello scatto, lo specchio davanti al sensore si solleva e lascia passare la luce fino all’otturatore, che, aprendosi, consente all’immagine di focalizzarsi sul sensore che la rileverà per inviarla alla parte digitale per le successive elaborazioni. Tra le principali caratteristiche delle reflex vi è la possibilità di disporre di obiettivi intercambiabili, così da abbinare il medesimo corpo macchina a più obiettivi. Questi potranno essere a focale fissa, specifici per una determinata condizione di ripresa, oppure multifocale, comunemente detti “zoom”.

Gli obiettivi a focale fissa possono essere grandangolari, medi o teleobiettivi. I grandangolari hanno un angolo di ripresa più ampio di quello dell’occhio umano; i medi hanno un campo di ripresa simile a quello dell’occhio umano, mentre i teleobiettivi sono adatti alle riprese a distanza.

Gli obiettivi multifocale, o zoom, consentono di variare l’ampiezza dell’angolo di ripresa, offrendo in tal modo, senza cambiare obiettivo, le caratteristiche di un grandangolare, di un medio e di un teleobiettivo. Alcuni zoom hanno caratteristiche più vicine ai grandangolari, altri ai teleobiettivi, ma sempre offrono un’ampia gamma di scelta.

Essendo a obiettivo intercambiabile, le reflex consentono anche di interporre tra obiettivo e corpo macchina anelli distanziatori, o i cosiddetti “soffietti”, per poter effettuare delle riprese “macro”, ovvero quelle in cui elementi di dimensioni ridotte vengono riportati a pieno fotogramma. Inoltre, grazie alle dimensioni “generose” dei corpi macchina delle reflex, queste dispongono di sensori più grandi di quelli delle compatte. Questo si traduce in una maggiore sensibilità alla luce e in una migliore qualità dell’immagine. Sempre grazie alle dimensioni del corpo macchina, nelle reflex c’è maggiore spazio per l’elettronica, così da avere automatismi più sofisticati rispetto ai modelli più compatti; sui modelli più evoluti e su quelli professionali è inoltre possibile trovare anche alloggiamento per due schede di memoria da usare una dopo l’altra o per far sì che una sia la copia di riserva dell’altra.

sezione-reflex

Nell’immagine qui sopra che raffigura lo spaccato di una reflex digitale (la Canon EOS 500D) è possibile notare il percorso della luce in fase di inquadratura. La luce entra dall’obiettivo e colpisce lo specchio primario (1) per attraversare il vetro di messa a fuoco (2); l’immagine viene raddrizzata dal pentaprisma/pentaspecchio (a seconda dei modelli questo elemento può essere costituito da uno specchio dalla conformazione particolare o da un prisma) per poi essere visibile nel mirino (4). Una parte della luce che colpisce lo specchio primario (1) passa fino a uno specchio secondario (5) e viene inviata al sensore della messa a fuoco (6). È anche possibile notare il filtro anti-infrarossi di colore verde chiaro (7) e il sensore (8). Davanti al filtro anti-infrarossi si nota una parte verticale scura: è l’otturatore, che si apre all’atto dello scatto.

Grazie allo spazio disponibile, si possono inserire circuiti di elaborazione immagine dalle capacità superiori rispetto a quelli dei modelli più compatti. Maggiore capacità di elaborazione dati significa poter elaborare immagini di dimensioni maggiori e maggiore velocità.
Ecco perché, a seconda dei modelli, le reflex sono in grado di scattare lunghe sequenze di immagini anche alla massima qualità senza interruzioni. I flash, almeno nei modelli amatoriali, sono generalmente incorporati e alloggiati nella parte superiore.

Per l’uso professionale o amatoriale evoluto si tende a montare dei flash di potenza superiore a quelli delle compatte, in modo da coprire una distanza superiore. Alcuni modelli, poi, integrano dispositivi di radiocomando per i lampeggiatori esterni (flash “wireless”, ovvero senza fili). Anche questi dispositivi sono basati su componenti elettronici che, nonostante la miniaturizzazione, richiedono comunque spazio. Nel corpo macchina di una reflex c’è spazio anche per questi.

Dopo questo discorso legato allo spazio, si potrebbe pensare che una reflex sia grossa, pesante e scomoda da maneggiare. In realtà le reflex digitali attuali hanno dimensioni simili – e a volte inferiori – a quelle delle più evolute macchine a pellicola in formato 24 x 36. L’avere sostituito la pellicola con il sensore ha consentito di avere a disposizione per l’elettronica il volume occupato in precedenza dal rullino e dalla pellicola svolta dopo l’esposizione. Anche la riduzione dei componenti meccanici necessari al trascinamento della pellicola ha liberato spazio nel corpo macchina e la miniaturizzazione ha fatto il resto. Se oggi la presenza di un rilevatore di posizione basato sul sistema GPS è riservato solo ad alcuni modelli, questo diverrà a breve lo standard.

Le reflex digitali più recenti hanno ormai di serie anche un trasmettitore in grado di comunicare con Internet in modalità senza fili (wifi) per consentire un’immediata trasmissione delle immagini così come si fa con le foto scattate dallo smartphone.

Le Fotocamere Digitali con Mirino a Telemetro

Hanno debuttato nel 2004 con la Epson RD-1, seguita da vari modelli, tra cui le Leica M9-P. Hanno in comune con le reflex l’obiettivo intercambiabile e la possibilità di usare dispositivi ottici aggiuntivi come tubi di prolunga e simili. Si distinguono per le dimensioni più compatte rispetto alle reflex e per la presenza di un mirino specifico per l’inquadratura e la messa a fuoco. Questo fattore comporta vantaggi e svantaggi. Il vantaggio è quello della massima precisione nella messa a fuoco. Precisione sensibilmente superiore a quella di qualsiasi sistema autofocus. Per contro, la messa a fuoco avviene manualmente e richiede un tempo in genere superiore a quello necessario a una reflex autofocus.

Vi sono poi anche altri svantaggi dati dal telemetro. Tra questi va citato l’errore di parallasse. Siccome obiettivo e mirino “vedono” da due punti diversi, se si inquadrano soggetti a distanze ridotte si rischia che vi sia una piccola differenza tra quanto è inquadrato dal mirino e quanto invece è realmente “visto” dall’obiettivo in fase di scatto. Un altro limite è dato dal fatto che, cambiando obiettivo, cambia l’area inquadrata dall’obiettivo ma non quella visibile nel mirino. Per questo, i mirini a telemetro possono riportare delle guide che indicano l’area ripresa dai vari obiettivi.
Sono macchine ideali per l’amatore evoluto alla ricerca della perfezione dell’immagine e che ha a disposizione soggetti statici oppure che ha acquisito una tale dimestichezza e rapidità anche nella messa a fuoco di soggetti in rapido movimento. Di certo non rappresentano la soluzione ideale per il fotoreporter che deve fare un servizio durante un Gran Premio di Formula 1 o al margine di un campo di calcio.

La macchina, nonostante la presenza dell’elettronica, richiede sempre un intervento umano sia per impostare la messa a fuoco sia per scegliere correttamente il diaframma. Entrambe queste regolazioni sono effettuate agendo sull’obiettivo. Questa manualità necessita, quindi, di una maggior conoscenza delle tecniche fotografiche rispetto all’uso automatico. È questo il motivo per cui chi fotografa con una macchina a telemetro o con molte regolazioni manuali è certamente un amatore della fotografia e non un fotografo occasionale.

macchina-telemetro

Nella foto qui sopra è raffigurata la Leica M9, digitale a telemetro, se viene osservata nel lato frontale o superiore non appare certo una macchina digitale, ma conserva l’estetica delle sue antenate a pellicola. Solo il retro tradisce l’appartenenza al mondo delle fotocamere digitali.

Le Fotocamere “Mirrorless”a Obiettivo Intercambiabile

Racchiudono in un solo apparecchio la compattezza di una macchina a telemetro e la precisione di inquadratura di una reflex, sempre con la possibilità di usare un obiettivo intercambiabile. L’inquadratura avviene attraverso uno schermo sul dorso della macchina e non più attraverso un mirino ottico. Il sensore è sempre attivo e cattura continuamente l’immagine così da mostrarla nello schermo posteriore. Come nelle reflex, in queste macchine si vede nel mirino – elettronico – l’esatta immagine che verrà in seguito ripresa in fase di scatto.

L’eliminazione del pentaprisma o pentaspecchio, dello specchio davanti all’otturatore e di tutti gli altri componenti tipici del sistema reflex consente una sensibile riduzione delle dimensioni e del peso del corpo macchina, a tutto vantaggio della maneggevolezza, pur mantenendo l’intercambiabilità degli obiettivi. È un sistema ibrido, che sfrutta le buone qualità di due distinte tecnologie, ma che, purtroppo, comporta anche qualche compromesso. Al confronto con una reflex, le mirrorless hanno dalla loro parte il vantaggio della maggiore economicità. Purtroppo hanno un sensore di dimensioni inferiori, il che comporta generalmente una qualità non pari a quella delle reflex.

mirrorless-intercambiabile

Lo schema illustra come nelle macchine mirrorless, sulla destra, lo spessore del corpo macchina e l’altezza siano sensibilmente ridotti rispetto a una reflex.Il disegno mostra il sistema micro quattro terzi, sulla destra – adottato da Olympus e Panasonic – confrontato con una reflex digitale, sulla sinistra. Le due frecce rosse evidenziano la minore distanza tra obiettivo e sensore nelle macchine mirrorless rispetto alle reflex.

Sicuramente, confrontando una mirrorless con una compatta di caratteristiche simili, le cose cambiano all’inverso e la mirrorless diventa vincente in qualità data la maggiore dimensione del proprio sensore. Ciò che rende queste macchine uniche è la compattezza unita alla versatilità dell’obiettivo intercambiabile. Per una gita nella quale è richiesta praticità di utilizzo, è sufficiente munirsi di un grandangolo; ideale per le riprese panoramiche. Per esigenze più impegnative, come riprese di eventi sportivi, è preferibile dotarsi di un buon obiettivo zoom o anche di più obiettivi, così da poter affrontare ogni situazione.

spaccato-mirrorless

Confrontando l’immagine qui sopra, che mostra lo spaccato della Olympus EP2, con quella di una fotocamera Reflex, si apprezzano immediatamente la maggiore complessità e le maggiori dimensioni delle reflex rispetto alla compattezza delle mirrorless come la EP2.

In tema di obiettivi è poi anche possibile notare un altro vantaggio delle mirrorless rispetto a molte altre macchine, dato dalla ridotta distanza tra il piano su cui si innesta l’obiettivo e il sensore, che in gergo fotografico è detta “tiraggio”. Grazie a questa ridotta distanza, è possibile trovare in commercio adattatori per sfruttare obiettivi nati per macchine reflex o comunque con un tiraggio maggiore. Ogni obiettivo, infatti, nasce per lavorare a una determinata distanza dal piano del sensore – o della pellicola – e in questo caso la minore distanza può essere colmata dallo spessore dell’adattatore.

Nei prossimi articoli verranno approfondita ulteriormente la versatilità delle mirrorless. Questa possibilità è particolarmente apprezzata da chi ha un proprio corredo fotografico e può continuare a sfruttare parte dell’attrezzatura in suo possesso. Ecco, quindi, che le Olympus della serie EP e le mirrorless Panasonic possono usare, oltre agli obiettivi in dotazione e a quelli con standard micro quattro terzi, anche gli obiettivi per le macchine con standard quattro terzi e alcune serie di quelli Leica, Olympus, Panasonic e Sigma. Come se non bastasse, le Olympus serie EP ed E-PM possono anche usare gli obiettivi per le macchine a pellicola della serie Olympus OM.

Va poi segnalato che per molti modelli mirrorless esistono adattatori per l’uso di obiettivi dell’era pre-autofocus, come, per esempio, quelli della serie Canon FD. Reperibili su ebay da chi ha un vecchio corredo fotografico di cui non fa più uso o sui siti dove si commercializzano apparecchiature fotografiche usate, come, per esempio, www.blackdove-cameras.it, sono obiettivi generalmente più economici di quelli attuali, ma dalle ottime qualità ottiche e generalmente più luminosi degli obiettivi autofocus. Il motivo è molto semplice: non essendoci i meccanismi dedicati al sistema autofocus, gli obiettivi meccanici hanno lenti generalmente di diametro maggiore, così da consentire un maggior passaggio di luce.

Le Fotocamere Compatte da Tenere Sempre in Tasca

Quando si cerca una macchina semplice, così piccola da poterla tenere in tasca e che sia sempre pronta, è opportuno rivolgersi alle compatte. Per una gita in moto, una giornata a sciare o per fare immersioni subacquee, si rivelano una scelta ottima. Oltre all’aspetto ludico, c’è anche quello professionale. Quante volte una buona fotografia consente di “portarsi in ufficio” informazioni preziose che non possono essere comunicate a parole? In questi casi è spesso utile avere una foto buona rapidamente piuttosto che una foto eccellente fatta in un secondo tempo. Le compatte sono ideali per chi preferisce rinunciare a un po’ di qualità a fronte della possibilità di fotografare sempre, o per chi fa della semplicità un’esigenza primaria. In tema di compatte, rimanendo al concetto di macchine a obiettivo non intercambiabile, occorre sempre fare molta attenzione: ci sono modelli super economici e modelli decisamente più costosi.

Sul mercato si trovano compatte con prezzi che variano tra 50 e oltre 500 €. Con questa così ampia gamma di prezzi, è evidente che ci sono modelli con notevoli differenze. Per valutarle appieno e decidere se una specifica compatta è proprio quella che fa al caso proprio, è necessario leggere l’intero libro, così da farsi un’idea delle proprie esigenze e delle caratteristiche da ricercare.

Al momento, però, è più utile esaminarle in modo più generale, confrontandole con gli altri tipi visti finora. Le compatte, infatti, si distinguono in modo molto netto da tutti i precedenti modelli per una serie di fattori, primi fra tutti l’obiettivo non intercambiabile e il sensore generalmente di dimensioni ridotte, anche in virtù della necessità di miniaturizzazione.

Sorge una domanda: se esistono compatte economiche e compatte di qualità, a quale utenza sono rivolte?

È difficile dare una risposta univoca.
I modelli più semplici ed economici sono adatti a chi si avvicina per la prima volta alla fotografia e preferisce fare un investimento contenuto per valutare se questa passione sarà coltivata, ma anche a chi ne fa un uso professionale in ambienti gravosi dove è facile rischiare di danneggiare la macchina stessa. Modelli intermedi sono indicati per persone già appassionate che però non vogliono impegnarsi con attrezzature più costose o per chi, dotato di una certa competenza per apprezzare la miglior qualità, vuole una macchina da avere sempre in tasca. I modelli di fascia alta sono generalmente destinati a chi vuole qualità ma non si sente ancora di affrontare modelli che ritiene – spesso ingiustificatamente – più complessi solo per un fattore di dimensioni, oppure al fotoamatore che desidera il massimo della qualità nel minimo spazio per una macchina da avere sempre a portata di clic.

Insomma, ci sono compatte per tutti i gusti.

Quindi, Quale Modello Scegliere? Reflex, Telemetro, Mirrorless o Compatta?

Se una di queste famiglie fosse la migliore, non esisterebbero le altre.
L’esame dei vari modelli fatto in questo capitolo fornisce un’idea di massima su cosa scegliere per le proprie esigenze. La macchina perfetta, tuttavia, non esiste; esiste invece una gamma di scelta così ampia da permettere di individuare il modello che maggiormente soddisfa le proprie esigenze. Sarà sempre necessario qualche compromesso: rinunciare a qualche funzione secondaria a favore di un prezzo più conveniente, oppure rinunciare alla comodità di un modello leggero per godere di una maggiore gamma di funzioni.

Non è poi da escludere, come accade a molti appassionati, la possibilità di avere più macchine. Per esempio, si potrà usare una reflex per le foto dove si desidera la massima qualità, una mirrorless per le sperimentazioni creative e una compatta economica da usare sul lavoro.

Nei prossimi articoli cercherò di approfondire la comprensione delle caratteristiche presenti nei vari modelli. Ciò consentirà di scegliere quello più adeguato e sarà di insegnamento per una prima conoscenza di quella particolare funzione o caratteristica. Benché non sia possibile esaminare nel dettaglio tutte le funzioni disponibili sui vari modelli in commercio, di seguito verranno esposte e approfondite caratteristiche e funzioni da combinare e scegliere per potersi esprimere creativamente e per poter ritrarre con qualità ogni tipo di soggetto e di situazione.